lunedì 11 agosto 2014

Arte videoludica

Signori, siamo ad un punto di svolta. Un punto critico. Ciò di cui sto per parlare è un argomento di cui tutti hanno parlato almeno una volta: credo sia giunto il momento che anch’io affronti il discorso. È giusto nei vostri confronti, perché finalmente potrete conoscere il mio schieramento. Quindi, via alla domanda: i videogiochi possono essere considerati arte?


Faccio outing: la mia risposta è sì, assolutamente, indiscutibilmente e innegabilmente sì. Ma con una particolare precisazione: non lo è sempre stato.
Facciamo una considerazione: l’uomo costruisce cose da migliaia di anni. Inventa, sperimenta, assembla, fa di tutto per rendere la sua vita migliore. A un certo punto, però, una preoccupazione aggiuntiva si è insinuata nell’uomo, mentre realizzava un prodotto: voleva che fosse bello. Non solo che fosse utile, che fosse funzionale: voleva che solo guardandolo ci si sentisse bene e in pace col mondo, e si pensasse che questo mondo, alla fin fine, fosse una cosa davvero meravigliosa. Ma a questo punto, perché non separare l’utile dal dilettevole e svilupparli ognuno per conto proprio, per trarre il meglio da entrambi? Ecco a voi da un lato l’Ingegneria e, dall’altro, l’Arte.
Quindi, per farla breve, il videogioco è nato come pura ingegneria. Pong serviva a divertirsi, era fatto solo per quello. Ma con l’avvento delle trame e della grafica curata le cose sono cambiate.

Tanto ormai l'avete vista tutti questa scena, no?
Perché il videogioco deve essere solo gameplay? Perché non aggiungere un qualcosa di più profondo, che dia un maggior senso alle ore spese davanti allo schermo?
Ecco, se nessuno avesse cercato di rispondere a questa domanda, non avremmo Journey, non avremmo Metal Gear, non avremmo Ni No Kuni, non avremmo Rayman Legends.


Dire che un videogioco non è arte equivale, a parer mio, a screditare il lavoro di un team di grafici, designer, musicisti e scrittori che hanno dato anima e corpo per il loro lavoro. Poi certo, siamo tutti d’accordo che la direzione artistica del primo inFAMOUS (ad eccezione dei filmati a fumetti) era orribile, ma di direzione artistica comunque si trattava. Anch’io odio le opere di Jackson Pollock, ma mai mi sognerei di non definirlo un artista.
Il fatto che un gioco abbia una brutta grafica, una trama scritta male o una colonna sonora dimenticabile non dà diritto a nessuno di eliminarlo dall’Arte. È solo arte brutta, niente di più, niente di meno.


Quindi, questa è la mia risposta alla Domanda Fondamentale sul Videogioco, l’Arte e Tutto. E voi? Arte sì o arte no? Quintali di plasma? Ok, dopo questa me ne vado. 

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